Presso lo spazio alla Fabbrica del Vapore, stiamo allestendo un laboratorio per
il recupero di vecchi filmati e registrazioni.
Attualmente, disponiamo di moviola Prevost 16/35mm, e di una passafilm, per quello
che concerne visione ed edizione di vecchie pellicole cinematografiche (oltre, ovviamente,
a giuntatrici, moviolina Super8, proiettore 8/Super8).
Mentre per il video, oltre ai trascinamenti già indicati (BVU, U/Matic e 1’ pollice
standard C) sono disponibili lettori di standard fuori produzione (dal primo VCR
Philips, al Video2000, al Betamax, al video 8mm/Hi8, ovviamente VHS normali-lp-HiFi
bobina standard o piccola, video ½ pollice bobina aperta; per l’ audio: Revox ¼
pollice, cassette, microcassette).
Stiamo cercando videoregistratori per gli standard che ancora non copriamo.
Show Biz sta sviluppando, presso il laboratorio alla Fabbrica del Vapore, alcuni
progetti finalizzati alla sperimentazione visiva.
Sin dagli inizi, abbiamo cercato di lavorare con la tecnica passo-uno: questa possibilità
di alterare i tempi di riproduzione ci è sempre sembrata una potente forma espressiva,
quasi uno specifico filmico. Le prime riprese le abbiamo effettuate in 35 mm, per
poi passare a sperimentare con i primi VTR con edit elettronico. Siamo poi passati
all’acquisto (nel 2004) di una straordinaria telecamera (Panasonic DVCPro AJ-SDX900),
molto sensibile e dotata di una scheda per il passo uno elettronico. Con questo
“strumento di lavoro” abbiamo realizzato la sigla di Nati a Milano (su musica di
Giorgio Faletti), e poi alcune video-installazioni di analisi sul territorio metropolitano
(2005: Notturni Milanesi; 2006: Verticali Milanesi; 2007: Thermopolis).
Nel 2007 abbiamo prodotto il documentario "Thermopolis" dove abbiamo lavorato con
una telecamera spettrografica sensibile alla lunghezza d'onda infrarossa in parallelo
ad una telecamera tradizionale. In post-produzione le immagini termografiche sono
state incrociate con quelle a luce normale, per cercare di definire potenzialità
ed approcci linguistici di questi nuovi strumenti visivi.
Da più di un anno stiamo sperimentando le tecniche stereoscopiche applicate a vecchie
e nuove fruizioni: DVD, webcast ma soprattutto ledwall e file multimediali. Questa
sperimentazione è stata avviata originariamente nel 2006 su richiesta di un cliente
per una produzione di stereoscopia “reale” (immagini girate con due telecamere,
accoppiate in post-produzione). Sulla base di questa prima esperienza, abbiamo avviato
una seconda fase di elaborazione attorno alla tecnica “anaglifica” che risulta di
più facile utilizzo in strutture di visione tradizionali. Nel luglio 2008 abbiamo
sperimentato la funzionalità di questa codifica a partire da immagini full HD su
un supporto a “bassa risoluzione”: il maxi-ledwall dell’Arengario di Piazza Duomo
(a Milano), con risultati sorprendenti. Stiamo attualmente provando potenzialità
e limiti per rendere la stereoscopia utilizzabile su schermi di piccola dimensione
(schermi di palmari e cellulari).
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